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Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano: Ricordi, sogni e ricette di una famiglia come tante. La mia. (Best BUR) di Catena Fiorello, è il libro che mi ha tenuto compagnia nei giorni scorsi .

E’ la storia della famiglia Fiorello ( si, proprio quella del celebre showman): un padre finanziere, una madre casalinga, quattro figli e il piccolo universo di amici e parenti che le ruota attorno; sullo sfondo i magnifici paesaggi siciliani.  “La storia di una famiglia che aveva poco ma quel poco è bastato a sentirci persone degne, fiere e consapevoli: autoproclamandosi il più delle volte responsabili del nostro destino”. 

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” è un libro denso e coinvolgente, che racconta di una famiglia modesta e della lotta quotidiana per far quadrare il bilancio famigliare. E la parte della guerriera in questa lotta la fa la mamma, che ogni giorno in cucina crea nuove ricette, con ingredienti semplici e poveri, e li presenta in tavola come se fossero “piatti da Re”. E’ quindi il cibo a segnare il passo di questo libro in cui tra granite  siciliane, pasta ai ceci, conserve e focacce si snodano le vite dei protagonisti. Ma il pane quotidiano di cui ci parla l’autrice non è solo il cibo , che pur segna ogni occasione importante e ogni giornata in maniera indelebile con le sue consistente i suoi odori e i suoi sapori;  ma tutto quell’universo di principi morali, stranezze e caratteri personali, rapporti umani,  paure e amicizie  che fa di un gruppo di persone una famiglia. Figure centrali del libro sono il padre e la madre: persone oneste, semplici, e umili che  cercano di trasmettere ai figli l’universo di valori che li accompagnerà per tutta la vita. 

Ho letteralmente divorato questo libro, ( anche se in certi momenti avrei voluto davvero divorare le leccornie descritte!) e ho apprezzato la capacità dell’autrice di descrivere in maniera profonda ma semplice il suo universo famigliare. Mi sono in qualche modo ritrovata in queste pagine, anche io  appartengo a una famiglia modesta ed ho molti ricordi della mia infanzia legati al cibo, in particolare: mio papà che, smontato dal turno di notte, si fermava a comperare il pane con le uvette che a me piaceva tanto. Inutile dire che un pane cosi buono non l’ho mai più mangiato. Ho anche apprezzato il ” regalo” che ha fatto ai lettori: inserire, a conclusione del libro, le ricette della madre. Un lungo elenco di piatti semplici, preparati con cibi poveri e di facile reperibilità: melanzane, legumi, pane raffermo, pesce azzurro. Ricette che mi sono annotata e che presto sperimenterò!

 

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