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La verità sul caso Harry Quebert

New Empshire
New Hampshire

Nutro una certa diffidenza per i “casi editoriali”, quei libri che ti perseguitano per mesi: al supermercato, nelle grandi librerie, pubblicizzati su Internet, linkati su Facebook. Osannati dalla critica, acquistati da chiunque, spesso non sono altro che libri discreti con alle spalle un’ottima campagna pubblicitaria. Per questo motivo ho letto solo ora “ La verità sul caso Harry Quebert” caso editoriale che mi ha “perseguitato” per due lunghi anni.

Aurora, New Hampshire, 30 agosto 1975. Nola,la figlia quindicenne del pastore della città, scompare misteriosamente. Il suo cadavere verrà ritrovato trentacinque anni dopo nel giardino di Harry Quebert, celebre scrittore americano. Tutte le prove sono contro di lui. L’unico a credere nella sua innocenza è l’ex studente, ed amico, Marcus Goldman, che inizia a scavare nel passato degli abitanti di Aurora per trovare il vero colpevole. Ma troverà molto di più: segreti, bugie, storie d’amore proibite, intere esistenze costruite su inganni e malintesi.

La trama, all’apparenza semplice, diventa sempre più complessa man mano che Marcus Goldman conosce gli abitanti di Aurora; inizia cosi un intreccio avvincente di vite, segreti, amori e matrimoni. Con una scrittura vivace e coinvolgente, Joel Dicker ci fa rivivere la provincia americana degli anni ’70: le famiglie che fanno il barbecue in giardino la domenica, le forze di polizia amiche dei bambini, la gente del posto che si ritrova al diner per bere una birra a fine giornata. Ma, nello stesso tempo, ci porta nel mondo dell’editoria  di ieri e di oggi, dove a farla da padrone  sono le vendite e la pubblicità, dove i casi editoriali vengono costruiti a tavolino.

A proposito di “casi editoriali”, mi sono dovuta ricredere: ” La verità sul caso Harry Quebert” è un romanzo straordinario che cattura il lettore dalla prima all’ultima riga, è un libro che vorresti non finisse mai. E l’autore Joel Dicker dev’esserne ben conscio, dato che apre cosi l ultimo capitolo:

“All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola,  il lettore deve (…) riguardare la copertina e sorridere con una punta di trsitezza, perchè sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro,Marcus, è un libro che dispiace aver finito.” 

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