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Tag Archives: Biografie

Sport

“Nati per muoverci. Storia di Technogym da un garage alla Wellness economy”.

Buongiorno lettori, con questo articolo inauguro una nuova sezione del blog dedicata allo sport e agli sportivi. E per farlo ho scelto “Nati per muoverci”di Nerio Alessandri edito da Baldini e Castoldi.

Perchè proprio questo libro? Innanzitutto perché è uno di quelli che ultimamente mi ha appassionato di più, poi perché il mio interesse per lo sport è nato proprio sugli attrezzi Technogym e ultimo, ma non ultimo, per la filosofia di vita a cui ha dato vita quest’azienda: il Wellness (dalla fusione dei termini wellbeing e fitness) e che negli anni ho fatto mia.
Tutto inizia a Calisese, piccolo paesino della Romagna, dove il giovane Nerio perito tecnico e figlio di una modesta famiglia, inizia a frequentare una piccola palestra o meglio ” un’ex cantina adattata a palestra. L’ambiente è molto spartano e frequentato solo da culturisti, amanti di una pratica che io non conosco e che scopro proprio andando lì” “. Da quel momento in poi, la voglia di Nerio di fare nella vita qualcosa di grande, che lasci il segno, diviene irrefrenabile. E’ l’inverno ’82-’83 quando inizia a lavorare senza sosta nel garage di famiglia per realizzare nuovi attrezzi che siano belli da vedere ma soprattutto sicuri da utilizzare (e chiunque frequenti una palestra sa quanto questo risultato sia stato raggiunto!). Fotografa i primi prototipi e va in giro a mostrarli nelle poche palestre della Riviera Romagnola, si fa inviare riviste di fitness e body building dagli Stati Uniti, non esita a chiedere aiuto a chiunque possa aiutarlo a migliorare le sue idee e a far decollare il suo progetto…ed il suo progetto decollerà e lo porterà ad essere il fornitore ufficiale in ben sei Olimpiadi e a collaborare con tutti i più grandi sportivi degli ultimi trent’anni.

“Nati per muoverci” è appassionante come un romanzo e denso di contenuti come un saggio di marketing. Con un linguaggio semplice e scorrevole ( anche se talvolta un pò troppo paternalistico) racconta la storia di uomo che ha sempre creduto in sé stesso, nelle proprie capacità e nelle proprie intuizioni. Un visionario ( come Steve Jobs lo è stato per l’informatica)  che in poco più di trent’anni ha creato un impero in grado di competere con i colossi statunitensi del settore, ma che soprattutto ha dato vita al wellness, una vera e propria filosofia di vita. “ Il wellness non è una moda o una tendenza del momento, ma uno stile di vita che va spiegato e diffuso. (…) è un concetto più ampio di benessere che mira a stare bene grazie a regolare attività fisica, sana alimentazione e approccio mentale positivo.“. E’ stata questa rivoluzionaria intuizione ad avvicinare milioni di persone all’attività fisica, e ad aprire le palestre ad un pubblico eterogeneo.

“Nati per muoverci” è un libro che vale la pena leggere e che consiglio a tutti, non solo agli amanti del fitness.

 

Cibo e cucina

Restaurant Man: Joe Bastianich si racconta

Stanchi dei soliti romanzi a sfondo culinario? Delusi da copertine piene di cupcake e pagine melense con trame decisamente banali? Ho il libro che fa per voi: Restaurant Man: Vita, vino e cibo di un giudice di Masterchef(Best BUR) di Joe Bastianich.

Conosciuto dal grande pubblico come  giudice di Masterchef  belloccio, altezzoso, senza peli sulla lingua nonostante il suo italiano a tratti imperfetto, Joe Bastianich in questo libro racconta le sue origini, e la lunga strada che l’ha portato ad essere al vertice della ristorazione mondiale.

“Restaurant man” è un libro davvero interessante in cui con un linguaggio semplice e a tratti irriverente, Bastianich spiega la matematica della ristorazione “Ecco tutto quello che bisogna sapere se si vuol aprire un ristorante. Il margine di profitto è tre volte il costo di qualsiasi prodotto; su alcuni si guadagna di più, su altri meno. … Specchietti per le allodole cone antipasti e dessert abbattono i costi… Il 30% dell’incasso mensile se ne va per l’acquisto di prodotti alimentari e vino. Un altro 30% è destinato alla manodopera, il 20% a spese varie, incluso l’affitto, e il restante 20% è profitto. L’affitto mensile dovrebbe coincidere con l’incasso lordo della giornata più fiacca. Questo è quanto. La matematica della ristorazione è semplice…” e racconta la storia della sua vita. Nato nel Queens, figlio di ristoratori italiani, cresce tra la cucina e la cantina dei vini; passa le estati scorrazzando con i genitori lungo lo Stivale alla ricerca di sapori e vini autentici. Una breve esperienza a Wall Street dopo il college,  e poi la voglia di tornare alle origini e di far conoscere agli americani il vero cibo italiano. La passione per il vino e per la cucina mediterranea lo porta a fondare un impero composto da ristoranti italiani negli Stati Uniti ed aziende vinicole in Italia, e a diventare un “Restaurant man”: ” Ogni sera metto su uno spettacolo. Il pasto è solo la parte visibile dell’iceberg … La cosa principale è che ogni sera centinaia o addirittura migliaia di persone vengano in una dozzina di ristoranti diversi pensando di sapere cosa aspettarsi, e che io riesca a entusiasmarli e farli uscire non vedendo l’ora di poter tornare.” 

Che dire “Restaurant man” è un libro coinvolgente ed appassionante, che si legge tutto d’un fiato: è la storia di un  figlio d’immigrati a cavallo tra due mondi e due culture, è la storia di un imprenditore di successo che ha fatto conoscere agli americani la vera cucina italiana e ha fatto del binomio “cibo-vino” una filosofia di vita. Ma è anche un vivace affresco della ristorazione Newyorkese degli ultimi trent’anni, e un piccolo manuale che spiega come fare di un ristorante un’attività di successo.

Un’ottima lettura, che consiglio agli amanti del buon cibo e a tutti quelli che sono affascinati dal mondo dell’enogastronomia.

Cibo e cucina

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano: Ricordi, sogni e ricette di una famiglia come tante. La mia. (Best BUR) di Catena Fiorello, è il libro che mi ha tenuto compagnia nei giorni scorsi .

E’ la storia della famiglia Fiorello ( si, proprio quella del celebre showman): un padre finanziere, una madre casalinga, quattro figli e il piccolo universo di amici e parenti che le ruota attorno; sullo sfondo i magnifici paesaggi siciliani.  “La storia di una famiglia che aveva poco ma quel poco è bastato a sentirci persone degne, fiere e consapevoli: autoproclamandosi il più delle volte responsabili del nostro destino”. 

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” è un libro denso e coinvolgente, che racconta di una famiglia modesta e della lotta quotidiana per far quadrare il bilancio famigliare. E la parte della guerriera in questa lotta la fa la mamma, che ogni giorno in cucina crea nuove ricette, con ingredienti semplici e poveri, e li presenta in tavola come se fossero “piatti da Re”. E’ quindi il cibo a segnare il passo di questo libro in cui tra granite  siciliane, pasta ai ceci, conserve e focacce si snodano le vite dei protagonisti. Ma il pane quotidiano di cui ci parla l’autrice non è solo il cibo , che pur segna ogni occasione importante e ogni giornata in maniera indelebile con le sue consistente i suoi odori e i suoi sapori;  ma tutto quell’universo di principi morali, stranezze e caratteri personali, rapporti umani,  paure e amicizie  che fa di un gruppo di persone una famiglia. Figure centrali del libro sono il padre e la madre: persone oneste, semplici, e umili che  cercano di trasmettere ai figli l’universo di valori che li accompagnerà per tutta la vita. 

Ho letteralmente divorato questo libro, ( anche se in certi momenti avrei voluto davvero divorare le leccornie descritte!) e ho apprezzato la capacità dell’autrice di descrivere in maniera profonda ma semplice il suo universo famigliare. Mi sono in qualche modo ritrovata in queste pagine, anche io  appartengo a una famiglia modesta ed ho molti ricordi della mia infanzia legati al cibo, in particolare: mio papà che, smontato dal turno di notte, si fermava a comperare il pane con le uvette che a me piaceva tanto. Inutile dire che un pane cosi buono non l’ho mai più mangiato. Ho anche apprezzato il ” regalo” che ha fatto ai lettori: inserire, a conclusione del libro, le ricette della madre. Un lungo elenco di piatti semplici, preparati con cibi poveri e di facile reperibilità: melanzane, legumi, pane raffermo, pesce azzurro. Ricette che mi sono annotata e che presto sperimenterò!

 

Cibo e cucina

Kitchen confidential: con Anthony Bourdain alla scoperta della ristorazione newyorkese.

Oltre ai libri, ho un’altra grande passione: il cibo. Adoro cucinare e mangiare. Sono quindi una facile vittima dei libri che hanno come sfondo la cucina e le ricette. Molte letture si sono rivelate abbastanza deludenti; molte, ma non Kitchen Confidential (Universale economica)di Anthony Bourdain.wpid-wp-1430745850759.jpg

Scritto nel 2000  era nella mia “Wish list” da non so quanti anni e, finalmente, la scorsa settimana l’ho letto.

È la storia di Anthony Bourdain, celebre cuoco e scrittore statunitense dal passato tempestoso, che in questo libro si racconta e ci racconta la vita di una brigata di cucina. Dalle sue prime esperienze in cucina quando ” non ero che un infelice, viziato,narcisistico, tendenzialmente suicida e sconsiderato giovane tanghero” passando per l’abuso di droga,  lo Chef ci guida alla scoperta della dura e infelice realtà delle cucine dei ristoranti newyorkesi, dispensando consigli “ mai ordinare il pesce di lunedì è l’ avanzo del weekend e, probabilmente, è stato ordinato il giovedì ” e descrivendo in maniera ironica la realtà della ristorazione e le cause dei successi, ma anche degli insuccessi, di molti locali. E, tra i ristoranti di successo c’è sicuramente il suo  Les Halles di New York.

Che dire? Kitchen confidential è uno dei migliori libri che abbia letto in assoluto. Scritto in maniera semplice e diretta, a tratti con un linguaggio un po’ “forte”, che l’ autore assicura essere quello delle cucine in cui si è fatto le ossa, coinvolge il lettore fin dalle prime pagine. Le vivide descrizioni degli odori e dei rumori che regnano nelle grandi cucine, le storie di cuochi e lavapiatti immigrati, le spiegazioni sul funzionamento di una brigata, i consigli su cosa mangiare quando si esce a cena fanno di Kitchen confidential un libro borderline: un po’ romanzo,un po’ biografia, un po’ saggio e un po’ guida culinaria. Una lettura utile per tutti, appassionati di cucina e non, perché non si deve mai dimenticare che “un grammo di salsa nasconde una moltitudine di peccati”. 

 

 

 

 

 

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